COMUNE DI BORGO VALSUGANA
PROVINCIA AUTONOMA
DI TRENTO
REGIONE AUTONOMA
TRENTINO-ALTO ADIGE
COMUNITA' DI VALLE
VALSUGANA E TESINO
CONSORZIO B.I.M. BRENTA
PRO LOCO
BORGO VALSUGANA
CONSORZIO BORGO AL CENTRO
FEDERAZIONE DEI CIRCOLI CULTURALI
E RICREATIVI DEL TRENTINO
Logo Associazione

ORGANIZZAZIONE

Associazione Palio dela Brenta

C.F./P.IVA 90015490221 / 02243310220

PEC: paliodelabrenta@emailcertificatapec.it

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Cell. 347 3476901

info@paliodelabrenta.it

DOVE SIAMO

Via XXIV Maggio, 16

38051 Borgo Valsugana TN

MAIN SPONSOR

positivo-compatto.jpg

la storia del palio

Storica disfida tra la Contrada Farinota e Semolota

Borgo Valsugana, una cittadina trentina fondata dai Romani attorno al 250 a.C. ha visto e conosciuto diversi periodi storici fiorenti. Fin dalla sua fondazione, con il nome di Ausugum, il centro era interessato da scambi commerciali e culturali e più avanti divenne terra di confine tra il Tirolo e la Serenissima Repubblica di Venezia, motivo per cui, fu interessato da diverse vicende storiche decisive. Fin dalla sua nascita, Borgo, per caratteristiche geografiche e militari, si divise in due zone ben distinte dal passaggio del fiume Brenta che tagliava—e taglia tuttora—in due il territorio. La parte a sinistra del fiume coincise con la sede della fortificazione romana a controllo della valle che a partire dal VI secolo diventò un vero e proprio maniero denominato Telvana. Abbellito e ingrandito nei secoli seguenti, Castel Telvana divenne uno dei castelli più importanti e ricchi del territorio. Questo comportò lo svilupparsi nelle zone limitrofe, delle sedi di rappresentanza cittadina, di ricchi e nobili palazzi e botteghe artigiane che volevano avere il proprio posto in questa zona della cittadina, fulcro della vita pubblica e culturale. Di conseguenza, la parte destra del fiume, quella più ampia e pianeggiante, mutò in area dedicata all'agricoltura, al pascolo e all'allevamento del bestiame. Qui vivevano contadini, pastori e boscaioli che lavoravano anche per conto dei signori del paese. Tra il 1500 e il 1600, Borgo visse un momento di grandi tensioni tra popolo e nobiltà; uno dei motivi di questi scontri fu la lotta per gli statuti (1508-1574). Questa ribellione altro non era che la richiesta da parte del popolo e dei suoi rappresentati di avere uno statuto cittadino per il riconoscimento dei diritti. Da non dimenticare poi la guerra rustica del 1525 che portò la giurisdizione di Telvana a riconoscere il Comune di Borgo con tanto di Consiglio Comunale dando alla cittadina uno strumento democratico per la gestione del centro. Questi scontri rilegati al 1500 fecero sì che per i secoli successivi Borgo rimase ideologicamente ed economicamente diviso in due: sulla sponda sinistra della Brenta i palazzi diventarono sempre più belli e più ricchi mentre a destra Brenta si continuò a coltivare e allevare. Non esiste una data precisa per risalire a quando si decise di nominare gli abitanti della sponda sinistra Farinoti e quelli di destra Semoloti, sicuramente si pensa che il tutto sia nato come una presa in giro per descrivere gli abitanti di una o dell'altra riva: la farina si sa essere la parte più pregiata del grano mentre la semola quella più povera ed economica. Una cosa certa è che gli scontri tra bande del paese continuarono per molto tempo; scontri a volte goliardici e scherzoso ma che fondavano le loro radici semplicemente nel far parte della zona ricca o povera. L’importanza storica e culturale del Borgo quindi è certamente un vanto per gli abitanti del Paese, che nel 1985 decisero di concretizzare questo orgoglio in un momento di coesione, convivialità e rievocazione storica. L’unicità e la peculiarità della storia della piccola cittadina conteneva in sé tutte le caratteristiche utili per la creazione di un vero e proprio Palio. Si pensò che per un paio di giorni all'anno Borgo sarebbe potuto tornare indietro nel tempo, lì dove la sfida e la differenza sociale ebbe inizio. Così, al suono e al ritmo di tamburi, a fine agosto da più di 30 anni scendono in corteo lungo il Corso nobili dame, potenti signorotti, armati a cavallo per la nobile contrada Farinota, contraddistinta dal colore rosso; e cantando le tradizionali canzoni popolari la gialla contrada Semolota che porta in sfilata gli attrezzi del duro lavoro nei campi, gli animali del pascolo, e i tanti e prosperosi frutti e fiori del loro raccolto. La sfida si accende dopo i tradizionali proclami di sfida in puro dialetto Borghesano letti dai rappresentanti delle due contrade, Dottor Farina e Mastro Semola, per prendersi in giro su difetti e caratteristiche degli uni o degli altri. Le sfide del Palio sono molto suggestive, tra queste ricordiamo il tiro con l'arco, il tiro con la fionda e la tradizionale e magica zatterata in notturna sul fiume Brenta, il quale, da secoli assiste sulle sue acque a questa disputa cittadina che rende Il Palio dela Brenta l'unico Palio in Italia disputato tra due classi sociali invece che tra casate nobiliari. Il Palio dela Brenta non è solo una festa o una rievocazione del tempo passato ma vuole essere testimonianza attiva e sentita di secoli di storia che hanno dato lustro a Borgo Valsugana.